Nuove procedure di allerta: a chi spetta effettuare le segnalazioni interne ed esterne?

Articolo  di Gianluca Lega – Dottore commercialista in Pomezia e Roma

Per incentivare l’emersione anticipata delle difficoltà economiche dell’impresa, ed agevolare lo svolgimento delle trattative tra debitore e creditori, il Codice della crisi d’impresa ha previsto le procedure di allerta e i conseguenti obblighi di segnalazione, interni ed esterni, posti a carico degli organi di controllo societari e dei creditori pubblici qualificati. I primi sono tenuti a verificare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa ed hanno l’obbligo di segnalare immediatamente la presenza degli indizi di crisi all’organo amministrativo, mentre i secondi, Agenzia delle Entrate, INPS e Agente della Riscossione, devono avvisare il debitore che la sua esposizione debitoria ha superato una specifica soglia di rilevanza stabilità per legge. Con quali modalità si volgono le procedure di segnalazione?

La legge che ha conferito al Governo la delega per disciplinare (art. 4, l. n. 155/2017) le “procedure di allerta e di composizione assistita della crisi”, che nel nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) sono regolate agli articoli da 12 a 25.

Si tratta di procedure aventi “natura non giudiziale e confidenziale, finalizzate a incentivare l’emersione anticipata della crisi e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori”.

Procedure di allerta

crisi di impresa ed esdebitazione

crisi di impresa

Il nuovo Codice della crisi definisce la crisi come “lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate”.

Le procedure di allerta si applicano (art. 1 commi 4 e 5): – ai debitori che svolgono attività imprenditoriale;

– alle imprese agricole e alle imprese minori, compatibilmente con la loro struttura organizzativa;

– alle imprese soggette a liquidazione coatta amministrativa (eccetto quelle indicate di seguito).

Le procedure di allerta non si applicano alle grandi imprese, ai gruppi di imprese di rilevanti dimensioni, alle società con azioni quotate in mercati regolamentati, o diffuse fra il pubblico in misura rilevante e a tutti i soggetti elencati all’art. 12 comma 5 del CCI, tra i quali ricordiamo a titolo semplificativo ma non esaustivo: le banche, le società capogruppo di banche, le società componenti il gruppo bancario, gli intermediari finanziari iscritti nell’albo ex art. 106 del D.Lgs. 385/1993, le SIM, le SICAV, gli istituti di moneta elettronica e gli istituti di pagamento, ecc. ecc.

L’art. 12, comma 1, del D.Lgs. n. 14/2019 precisa che costituiscono strumenti di allerta gli obblighi di segnalazione degli indizi della crisi posti a carico:

– degli organi di controllo societari, del revisore contabile e della società di revisione. Questo tipo di segnalazione è detta interna (art. 14 del Codice);

– dei creditori pubblici qualificati ossia l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e l’Agente della Riscossione. Questo tipo di segnalazione è detta esterna (art. 15 del Codice).

Segnalazione interna

Equilibrio economico – finanziario

L’art. 14 comma 1 del Codice prevede che gli organi di controllo interni verifichino che l’organo amministrativo valuti costantemente:

a) l’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa;

b) la sussistenza dell’equilibrio economico-finanziario;

c) il prevedibile andamento della gestione.

Nel caso siano rilevati fondati indizi della crisi d’impresa, gli organi di controllo hanno l’obbligo di segnalare immediatamente tali indizi all’organo amministrativo. Tale segnalazione dovrà essere motivata, fatta per iscritto e inoltrata a mezzo PEC, o con qualsiasi altro mezzo idoneo ad assicurare la prova dell’avvenuta ricezione, e deve contenere un termine congruo (non superiore a 30 giorni) entro il quale l’organo amministrativo deve riferire in ordine alle soluzioni individuate e alle iniziative intraprese.

In caso di omessa o inadeguata risposta o di mancata adozione delle misure ritenute necessarie per superare lo stato di crisi, nei successivi 60 giorni gli organi di controllo devono informare senza indugio l’OCRI, fornendo ogni elemento utile per le relative determinazioni.

Le segnalazioni sono presentate all’OCRI costituito presso la camera di commercio (CCIAA) del luogo dove si trova la sede legale dell’impresa (art. 16). L’organismo opera tramite il referente individuato nel segretario generale della CCIAA o in un suo delegato.

La norma, art. 14 comma 3 del Codice, stabilisce che la tempestiva segnalazione all’organo amministrativo e all’OCRI costituisce causa di esonero dalla responsabilità solidale degli organi di controllo per le conseguenze pregiudizievoli delle omissioni o delle azioni successivamente poste in essere dall’organo amministrativo diverse dalle prescrizioni ricevute.

Segnalazione esterna

L’art. 15 comma 1 del Codice della crisi stabilisce che l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e l’Agente della Riscossione debbano avvisare il debitore, mediante PEC o raccomandata con avviso di ricevimento inviata all’indirizzo risultante dall’anagrafe tributaria, che la sua esposizione debitoria ha superato l’importo rilevante, a pena di inefficacia del titolo di prelazione spettante. Essi devono procedere senza indugio ad inoltrare una segnalazione all’OCRI se nei 90 giorni successivi dalla ricezione dell’avviso il debitore:

– non avrà provveduto a estinguere integralmente il proprio debito o, alternativamente, a regolarizzarlo con una delle modalità previste dalla legge;

– non sarà risultato in regola con il pagamento delle rate delle somme dovute a titolo di imposta o ritenute, secondo quanto previsto dall’art. 3 bis del D.Lgs. n. 462/1997;

– non avrà presentato istanza di composizione assistita della crisi;
– non avrà presentato domanda per l’accesso ad una procedura di regolazione della crisi.

Soglie di rilevanza dell’esposizione debitoria

A seconda dell’ente pubblico di riferimento il legislatore ha stabilito differenti soglie di rilevanza dell’esposizione debitoria e diversi termini per inoltrare l’avviso al debitore, di seguito riepilogati:

Agenzia delle entrate

Agenzia delle entrate

Agenzia delle Entrate: il debito tributario oggetto di monitoraggio è l’IVA e la soglia critica è commisurata alle dimensioni dell’impresa e almeno pari al 30% del volume d’affari. L’invio dell’avviso deve avvenire contestualmente alla comunicazione di irregolarità (art. 54 bis D.P.R. n. 633/1972).

– INPS: il debito previdenziale diventa rilevante quando il debitore è in ritardo di oltre 6 mesi nel versamento dei contributi previdenziali per un ammontare superiore alla metà di quelli dovuti nell’anno precedente e superiore alla soglia di 50.000 euro. L’invio dell’avviso deve avvenire entro 60 giorni dal verificarsi del presupposto del ritardo di oltre 6 mesi.

Agente della Riscossione: oggetto del controllo sono i crediti affidati per la riscossione dopo la data di entrata in vigore del CCI, auto-dichiarati o definitivamente accertati e scaduti da oltre 90 giorni. I debiti diventano rilevanti ai fini della segnalazione quando superano:

1. per le imprese individuali la soglia di 500.000 euro;
2. per le imprese collettive la soglia di 1.000.000 euro.
L’invio dell’avviso deve avvenire entro 60 giorni dalla data di superamento delle soglie.

Scaduti tali termini senza che il debitore abbia provveduto a rimuovere le cause della crisi (art. 15, comma 4) i creditori pubblici qualificati procedono senza indugio alla segnalazione all’OCRI, con modalità telematiche definite d’intesa con Unioncamere e Infocamere.

Da ultimo è previsto che creditori pubblici qualificati non procedano alla segnalazione prevista dalle procedure d’allerta se il debitore documenta di essere titolare di crediti d’imposta o di altri crediti vantati verso la P.A. per un ammontare complessivo non inferiore alla metà del debito verso il creditore qualificato.

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