Iva da recuperare, il principio della ragionevole probabilità: la sentenza 145 della CTP di Vicenza

Evasione Iva: Italia ai primi posti in classifica nel recente recente rapporto della Commissione europea.Il principio europeo della “ragionevole probabilità” è direttamente applicabile in Italia. Infatti, la Commissione tributaria provinciale (ctp) di Vicenza con la sentenza n. 145/2/19 dello scorso 17 aprile ha stabilito che il diritto al recupero dell’imposta mediante emissione di nota in diminuzione può essere esercitato in presenza della ragionevole probabilità che il debito non venga saldato e non all’esito finale della procedura concorsuale.

La disposizione vigente, dunque, consente la variazione per mancato pagamento a causa di procedure concorsuali rimaste infruttuose, sicché il momento in cui può essere esercitata la detrazione – secondo la prassi consolidata – va individuato nella chiusura della procedura concorsuale.

Tuttavia, la Corte di giustizia Ue (sentenza del 23 novembre 2017, causa C-246/16, Di Maura), proprio con riguardo al sistema italiano, ha affermato che subordinare la rettifica della base imponibile dell’Iva e il recupero dell’imposta alla conclusione di una procedura concorsuale può risultare contrario al principio di proporzionalità, secondo una valutazione che va effettuata in concreto dal giudice nazionale. In ogni caso, per la Corte, un termine decennale appare sproporzionato ed irragionevole.

La Corte del Lussemburgo ha fissato in tale sentenza una linea guida di carattere generale, cioè secondo cui il diritto eurounionale consente la variazione in diminuzione in presenza di una mera «probabilità ragionevole» che il debito non venga saldato, senza necessità circa la certezza giuridica della perdita (salvo poi procedere con la variazione in aumento nel caso di pagamento effettivamente eseguito).

Per la Ctp di Vicenza, i principi interpretativi europei vanno direttamente applicati, sicché nel caso di specie, appurata la sussistenza di elementi oggettivi tali da ritenere ragionevolmente certo il mancato pagamento da parte del debitore, la variazione è stata ritenuta legittima.

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