Le misure contenute nel decreto crescita 2019 (Decreto Legge n. 34 del 30 aprile 2019).

In attesa che il decreto legge diventi definitivo si riportano alcune delle novità così come pubblicate nella Gazzetta Ufficiale.

1. Rottamazione ter (Art. 15)

Gli enti territoriali possono disporre la definizione agevolata delle proprie entrate, anche tributarie, con stralcio della sanzione (rottamazione ter) circa le ingiunzioni di pagamento ricevute dal 2000 al 2017 al netto delle sanzioni.

Gli enti locali, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto crescita, possono stabilire:

– i termini per la presentazione dell’istanza in cui il debitore indica il numero di rate con il quale intende effettuare il pagamento, nonché la pendenza di giudizi aventi a oggetto i debiti cui si riferisce l’istanza stessa, assumendo l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi;

– l’esclusione delle sanzioni relative a tali entrate;
– il numero delle rate e le relative scadenze, che non possono superare il 30 settembre 2021; – le modalità con cui il debitore manifesta la volontà di avvalersi della definizione agevolata;

2. Mini IRES (Art. 2)

La disciplina relativa alla mini IRES prevista dalla legge di Bilancio 2019 è stata sostituita da una nuova disciplina. La nuova misura prevede l’applicazione dell’aliquota IRES ridotta sul reddito d’impresa dichiarato, fino a concorrenza dell’importo corrispondente agli utili di esercizio accantonati a riserve diverse da quelle non disponibili e nei limiti dell’incremento del patrimonio netto.

L’aliquota IRES può essere applicata secondo le seguenti modalità

ANNO

ALIQUOTA IRES

Anno 2019

Pari al 22,5%

Anno 2020

Pari al 21,5%

Anno 2021

Pari al 21%

Anno 2022

Pari al 20,5%

Si considerano gli utili realizzati a decorrere dal 2018 e accantonati a riserva, senza considerare il risultato del medesimo esercizio.

Per incremento del patrimonio netto si deve intendere la differenza tra il patrimonio netto risultante dal bilancio d’esercizio del periodo d’imposta di riferimento, senza considerare il risultato del medesimo esercizio, al netto degli utili accantonati a riserva, agevolati nei periodi d’imposta precedenti e il patrimonio netto risultante dal bilancio d’esercizio in corso al 31 dicembre 2018, senza considerare il risultato del medesimo esercizio.

Per ciascun periodo d’imposta, la parte degli utili accantonati a riserve agevolabili che eccede l’ammontare del reddito complessivo dichiarato è computata in aumento degli utili accantonati a riserva agevolabile dell’esercizio successivo. L’incentivo è cumulabile con altri eventuali benefici concessi, a esclusione di quelli che prevedono regimi forfetari di determinazione del reddito.

3. Super ammortamento (Art. 1)

A decorrere dal 1° aprile 2019 è stato reintrodotto il super ammortamento per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, diversi da veicoli e altri mezzi di trasporto strumentali per l’esercizio dell’attività d’impresa.

La maggiorazione spetta per investimenti complessivi non eccedenti 2,5 milioni di euro. Di conseguenza, per gli investimenti di ammontare superiore non spetta il super ammortamento.

Il super ammortamento si applica:

  • –  dal 1° aprile 2019 e fino al 31 dicembre 2019;
  • –  oppure entro il 30 giugno 2020 ma a condizione che entro il 31 dicembre 2019 sia stato accettato l’ordine di acquisto e sia stato versato il 20% del corrispettivo a titolo di acconto.Viene confermato il riconoscimento della maggiorazione figurativa del costo di acquisizione del 30% valido solo ai fini della deduzione IRES delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing.

4. Deducibilità IMU dalle imposte sui redditi (Art. 3)

Il Decreto Crescita prevede l’aumento graduale dal 40% al 70% della percentuale di deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali dal reddito d’impresa e da quello di lavoro autonomo. In particolare tale deduzione è applicata nella misura del:

  • –  50% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018;
  • –  60% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019;
  • –  60% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2020;
  • –  70% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2021.

5. Incentivi per l’edilizia (Art. 7)

Al fine di favorire la permuta dei vecchi edifici con i nuovi, viene disposto che fino al 31 dicembre 2021 si applicano l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna.

Tale provvedimento si applica ai trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi 10 anni, provvedono alla demolizione e ricostruzione degli stessi in chiave antisismica e con il conseguimento della classe energetica A o B, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche, nonché all’alienazione degli stessi.

Nel caso in cui non si verificano le condizioni di cui sopra, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria nonché una sanzione pari al 30% delle stesse imposte. Sono inoltre dovuti gli interessi di mora a decorrere dall’acquisto dell’immobile.

6. Efficienza energetica e rischio sismico (Art. 10)

Il Decreto Crescita, al fine di incentivare la realizzazione di interventi di efficientamento energetico e di prevenzione del rischio sismico, introduce la possibilità per il soggetto che sostiene le spese per tali interventi di ricevere un contributo, anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante.

Tale contributo è poi recuperato dal fornitore sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione, in 5 quote annuali di pari importo, senza l’applicazione dei limiti di compensabilità.

7. Modifiche al regime dei forfetari (Art. 6)

Per i datori di lavoro (imprenditori e autonomi) in regime forfetario è previsto l’obbligo di ritenuta alla fonte sui redditi da lavoro dipendente e su redditi a questi assimilati, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2019.

Avendo la norma efficacia retroattiva, le ritenute sulle retribuzioni corrisposte nei primi 3 mesi dell’anno 2019 saranno trattenute in modo frazionato in 3 rate mensili, di pari importo, a partire dal terzo mese successivo a quello di entrata in vigore delle nuove regole.

8. Commissioni su pagamenti elettronici per distributori di carburante (Art. 16)

La legge di Bilancio 2018 ha riconosciuto agli esercenti di impianti di distribuzione di carburante un credito d’imposta pari al 50% del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate, a partire dal 1° luglio 2018, tramite sistemi di pagamento elettronico mediante carte di credito da parte di consumatori e imprese.

Il decreto Crescita, con una norma di natura interpretativa, chiarisce che il credito di imposta spetta solo a fronte delle commissioni bancarie relative a cessioni di carburanti e non a fronte di transazioni diverse, in linea con quanto previsto nella relazione tecnica originaria allegata alla legge di Bilancio 2018.

Inoltre, nel caso di registrazioni indistinte dei costi delle commissioni per pagamenti di carburanti e di altri beni il credito d’imposta spetta per la quota parte delle commissioni calcolata in base al rapporto tra il volume d’affari annuo derivante da cessioni di carburante e il volume d’affari annuo complessivo.

9. Nuove imprese a tasso zero, Smart & Start e Digital Transformation (Art. 29)

Con decreto di natura non regolamentare del Ministero dello Sviluppo economico, al fine di favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese, sono stabiliti i criteri, le condizioni e le modalità per la concessione di agevolazioni finanziarie nella misura massima del 50% dei costi ammissibili definite nei limiti stabiliti dal regolamento UE n. 1407/2013.

Le agevolazioni sono dirette a sostenere la realizzazione dei progetti di trasformazione tecnologia e digitale aventi le seguenti caratteristiche:

– essere diretti all’implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel piano Impresa 4.0 (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecuruty, big data e analytics);

– presentare un importo di spesa almeno pari a 200.000 euro.

Per l’accesso alle agevolazioni le imprese devono possedere, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, le seguenti caratteristiche:

  1. a)  essere iscritte e risultare attive nel Registro delle imprese;
  2. b)  operare in via prevalente/primaria nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere;
  3. c)  avere conseguito nell’esercizio cui si riferisce l’ultimo bilancio approvato e depositato un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a euro 500 mila;
  4. d)  aver approvato e depositato almeno due bilanci;
  5. e)  non essere sottoposto a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.
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